| 34^ DIECIMIGLIA DEL GARDA (05/08/2007) |
|
|
|
| Scritto da A. Zorzi e F. Zorzi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il keniano David Kemboi Kiyeng e l'italiana Fatna Maraoui hanno vinto la 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda. Kiyeng ha attaccato a quattro giri dalla fine, staccando Kiprono, con cui era andato in fuga. Terzo l'altro keniano Cheboi. Primo italiano Fabio Mascheroni, 7°. La Maraoui ha invece preso il largo subito. Dietro di lei Iozzia e Andreucci.
IL COMMENTOKiyeng, 32enne che lo scorso anno vinse un po' a sorpresa la Maratona d'Italia a Carpi in 2h10'08", ma che in carriera vantava anche un 2h10'36" ottenuto nel 1999 trionfando a Palermo, ha fatto la gara fin dall'inizio. Insieme al giovane connazionale Justus Kiprono, 20enne già vicecampione mondiale allievi dei 2000 siepi nel 2003, si è subito piazzato davanti a fare l'andatura e via via i due hanno sfoltito il gruppo giro dopo giro.Già a metà gara Kiyeng e Kiprono erano in testa da soli, dopo aver staccato gli ultimi due atleti in grado di resistere alla loro andatura, ovvero l'altro forte maratoneta Haron Toroitich e il connazionale Matthew Cheboi. Nel giro successivo anche Kiprono ha dovuto però alzare bandiera bianca e per Kiyeng - che ha corso la seconda metà gara in 24'11", mezzo minuto più veloce della prima - è stata una cavalcata verso la vittoria in 48'51". Il suo inseguitore ha guadagnato qualche metro nell'ultima tornata, chiudendo a 8", ma non ha mai messo in dubbio il successo finale. In questo modo il Kenya ha messo il sigillo sulla Dieci Miglia per la 14ma volta nelle ultime 17 edizioni. Kiyeng ha mostrato una buona condizione in vista del suo prossimo obiettivo che è la Maratona di Reims in ottobre. Anche il terzo e il quarto gradino del podio sono andati infatti alla nazione africana, con Cheboi e Toroitich. Quinto posto per l'etiope Tulu, mentre per trovare il primo italiano al traguardo bisogna scendere al settimo posto con Fabio Mascheroni: l'azzurro, che anche lo scorso anno era stato il migliore con il suo quarto posto, ha chiuso a 2'25" dal battistrada.
La Maraoui ha chiuso in 28'23" sugli impegnativi 8 km del percorso, con un vantaggio di 16" sulla due volte campionessa italiana di maratona. La Andreucci ha invece via via perso secondi su secondi, chiudendo addirittura ad 1'07" dalla vincitrice. La maratoneta azzurra ha comunque sdrammatizzato alla fine, dicendo che gli allenamenti sono andati molto bene e che la sua prestazione è stata condizionata proprio dalla discesa dall'altura. LE INTERVISTE DI SPORTINCAMPO
David Kemboi Kiyeng (vincitore gara maschile):
"Sono contento, è stata una bella gara. Era la prima volta che correvo qui, il percorso è bello e la gente fantastica, mi ha incitato in continuazione. La gara è stata molto competitiva, io
sapevo di essere in ottime condizioni e quindi ho cercato di fare l'andatura in prima persona. Considerato che ho corso da solo per quasi metà gara, anche il tempo è stato buono. Nel corso
dell'ultimo giro
ho capito che il mio rivale si stava avvicinando, ma sapevo di poter controllare la situazione e vincere. Mi piacerebbe ritornare qui l'anno prossimo e puntare al record della gara. Ora invece
penserò alla Maratona di Reims, che sarà il mio grande obiettivo autunnale."
Fabio Mascheroni (7° gara maschile):
"La gara è molto impegnativa, il percorso lo conosco bene. Visto che vengo da un periodo di carico sono andato bene, ovviamente ho un po' faticato alla fine, ma nel corso della gara ho
avuto buone sensazioni. Tra l'altro in questa fase stavo preparando i 10.000 metri, per cui questa distanza è un po' lunga per me. Ora farò un periodo in altura a Sankt Moritz, dopodiché
sarò in ritiro con la nazionale per i Mondiali di Udine: il ct Gigliotti mi ha inserito tra i possibili candidati alla maglia azzurra, cercherò di fare di tutto per meritarmela."
Fatna Maraoui (vincitrice gara femminile):
"Ho vinto ma non sono soddisfattissima. Ho fatto una gara così così, ho sofferto molto il caldo. Sono subito partita forte per dare un distacco alle mie avversarie, ma a metà gara ho avuto
un momento di difficoltà, anche se sapevo di essere in grado di tenere la prima posizione e non ho mai temuto di poter essere ripresa. Il mio prossimo obiettivo saranno i Mondiali di mezza
maratona a Udine, poi farò il mio esordio sulla maratona, probabilmente a Venezia."
Ivana Iozzia (2° gara femminile):
"Sono molto contenta, è stata una bella gara e come al solito con il caldo io mi esprimo bene. Nel corso del 3° giro, quando ho visto che la Maraoui non guadagnava più, ho sperato di poter
riuscire a riportarmi sotto, ma nel giro finale lei ha accelerato ancora. Io guadagnavo in salita, ma poi lei riallungava in discesa. Ho forse un po' di rammarico per non averci creduto fin
dall'inizio, forse sarebbe stato meglio seguirla subito, visto che la decina di secondi accumulati nel primo giro sono rimasti tali quasi fino alla fine. La scorsa settimana avevo corso la
Stralivigno e temevo di pagare un po', ma invece le gambe giravano bene. Ora andrò a Sankt Moritz per 3 settimane, lì deciderò anche dove gareggiare in maratona in autunno."
Lucilla Andreucci (3° gara femminile): "E' stata proprio una giornata no, sono scesa ieri dall'altura e come al solito i risultati sono un rebus: questa volta è andata male, ma bisogna anche essere consapevoli di questo e non mi sarebbe sembrato corretto nei confronti del pubblico e degli organizzatori ritirarmi. Per questo ho deciso di terminare la mia corsa. Non sono comunque assolutamente preoccupata per i Mondiali, gli allenamenti sono andati bene e tra noi componenti della squadra azzurra di maratona abbiamo creato un bellissimo clima, sono molto ottimista. Prima di Osaka mi aspetta un ultimo test tra due settimane alla Amatrice-Configno." LE CLASSIFICHE
LA GARA
43'44" (9° GIRO - 14,5 KM): Gli atleti iniziano l'ultimo giro di gara. Kiyeng sembrava essere in grado di controllare la gara e Kiprono in difficoltà, ma nel corso di questo giro quest'ultimo ha guadagnato qualcosina e sembra voler lanciare un estremo assalto alla leadership: il suo distacco è di 12" e ha ricacciato indietro Cheboi (a 20" da Kiyeng) e Toroitich (a 24"). Mascheroni conserva la settima posizione con un ritardo di 2'11". 38'51" (8° GIRO - 12,9 KM): Mentre Kiyeng continua a volare, è a rischio il secondo posto di Kiprono, che è passato a 16" dal leader, ma seguito a soli 2" da Cheboi, che ha capito le difficoltà del connazionale. Una decina di metri più dietro c'è Toroitich, mentre Tulu è ora a oltre un minuto, Naibei a 1'41" e Mascheroni a quasi 2'. 34'02" (7° GIRO - 11,3 KM): Kiyeng continua ad aumentare il suo vantaggio. Ora Kiprono passa a 13", accusando la fatica di questi primi giri dietro il ritmo del rivale. A lui si sta avvicinando la coppia Cheboi-Toroitich, che è a soli 5". Dietro invece c'è il vuoto: Tulu passa a 55", Naibei a 1'20", Mascheroni a 1'30". (6° GIRO - 9,7 KM): Kiyeng resta da solo. Il forcing del keniano ha avuto successo e anche Kiprono ha dovuto cedere. Alle loro spalle restano Cheboi e Toroitich. Ormai a quasi un minuto passa Mascheroni, il primo degli italiani.
28'23" (ARRIVO DONNE - 8,1 KM):
Fatna Maraoui è riuscita a resistere al ritorno di Ivana Iozzia, aggiudicandosi la 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda. Alla fine la maratoneta lombarda ha chiuso a 16". In terza
posizione, staccata di 53", arriva Lucilla Andreucci, seguita da vicino da una bravissima Daniela Paterlini.
24'40" (5° GIRO - 8,1 KM): Kiyeng e Kiprono a metà gara restano da soli. I due keniani hanno infatti messo in difficoltà anche Cheboi e Toroitich, che sono staccati di una decina di metri. In quinta posizione a 9" passa Tulu, che ha scavalcato un Naibei entrato in crisi e ora a 22". Benazzouz e Mascheroni ormai formano un tandem e sono staccati di 42". 22'28" (4° GIRO DONNE - 6,4 KM): Per le donne inizia l'ultimo giro di gara e la Maraoui sta accusando forse un avvio un po' troppo sostenuto. La Iozzia ha infatti recuperato qualcosa ed è transitata con 12" di svantaggio rispetto all'italo-marocchina. 19'57" (4° GIRO - 6,4 KM): Il gruppo di testa perde altri pezzi. Con Kiyeng e Kiprono sono rimasti solo Cheboi e Toroitich, mentre ha perso qualche metro Tulu. Più staccati Naibei (a 6"), Benazzouz (a 17") e l'azzurro Mascheroni, che ha accusato una ventina di secondi in un giro. 16'35" (3° GIRO DONNE - 4,8 KM): La Maraoui continua ad aumentare il suo vantaggio sulla Iozzia, che ora è a 17", mentre in terza posizione resta la Andreucci. 15'15" (3° GIRO - 4,8 KM): Sono rimasti in 7 nel primo gruppo. Il ritmo di Kiyeng e Kiprono ha infatti sgranato il gruppo fin dalla lunga discesa e con loro sono rimasti Naibei, Haron Toroitich, Dereje Tulu, Slimani Benazzouz e Mathew Cheboi. Sta invece perdendo qualche metro Mascheroni, seguito a 12" da Amor e a 15" da Ndaysenga. 10'58" (2° GIRO DONNE - 3,2 KM): La Maraoui continua a correre forte, a pochi secondi addirittura dal gruppo dei primi uomini. In seconda posizione si è portata la Iozzia con un distacco di 13", mentre la Andreucci è terza a 22". 10'30" (2° GIRO - 3,2 KM): Davanti ci sono ancora una dozzina di atleti. Kiyeng e Kiprono sempre a fare il ritmo, ma nel gruppo di testa ci sono tutti i principali protagonisti attesi della gara, compreso l'azzurro Mascheroni. 5'37" (1° GIRO DONNE - 1,6 KM): E' subito Fatna Maraoui a fare il ritmo, lanciando una gara solitaria. La italo-marocchina ha infatti subito staccato Iozzia e Andreucci di circa una decina di secondi. Alle loro spalle c'è già il vuoto, con la Tonolini a mezzo minuto. 5'20" (1° GIRO - 1,6 KM): Gruppo di testa ancora compatto, la gara è a partita ad un ritmo tranquillo e davanti sono ancora in molti. A fare l'andatura David Kemboi Kiyeng e Rodrigues Gilfran Dos Chagas, seguiti subito dietro da Fabio Mascheroni, Justus Kiprono Kipchirchir e Martin Chalicha Naibei. IL PRE-GARAOre 11.25: Giornata soleggiata e calda a Navazzo di Gargnano. Dopo le gare per gli atleti amatori tutto è pronto per la partenza della prova dedicata ai top runners. Il pubblico è ormai numeroso lungo tutto il tracciato e soprattutto nella zona vicina alla chiesetta antica. Gli atleti stanno terminando il riscaldamento, tra gli uomini dovrebbe essere una sfida tutta keniana con il possibile inserimento di Mascheroni. Tra le donne le favorite sono Maraoui e Andreucci, con un inserimento all'ultimo minuto della Iozzia, mentre ha dato forfait Renate Rungger.LA PRESENTAZIONEI soliti fuoriclasse del Kenya e una pattuglia di donne azzurre di qualità. La 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda si preannuncia ancora una volta di buona qualità. Sulle strade di Navazzo, Lucilla Andreucci farà l'ultimo test prima della maratona mondiale di Osaka, insidiata per la vittoria finale da Maraoui e Rungger. Tra gli uomini ci saranno Kiyeng e Toroitich (vincitori in passato della Maratona d'Italia), Cheboi, Tulu e l'azzurro Mascheroni, quarto lo scorso anno.LE GARE
Il ritrovo presso il campo sportivo di Navazzo (Brescia) sarà alle ore 8; un'ora dopo scatterà la prima prova, ovvero la non competitiva per adulti (7 km) e bambini (3,5 km). Poi sarà la volta degli amatori e dei master: alle 9,45 partiranno le categorie più anziane tra gli uomini (dagli M50 compresi in su) e tutte le categorie femminili, che percorreranno tre giri dell'anello navazzese (4,8 km); alle 10,35 sarà invece la volta degli atleti più giovani, dagli M45 compresi in giù, per i quali la distanza di gara sarà di 5 miglia (5 giri). IL PERCORSOIl tracciato della gara si snoda su un anello stradale che passa attraverso e all'interno dell'abitato di Navazzo. Il fondo è quasi interamente su asfalto con alcuni tratti di sterrato e prato, che lo rendono anche tecnicamente non facile da interpretare. La lunghezza di ciascun giro è di 1.609 metri (1 miglio).Si tratta di un percorso piuttosto impegnativo. La partenza è dal campo sportivo di Navazzo; gli atleti affrontano subito una discesa fino a portarsi sulla strada provinciale, da dove - dopo un centinaio di metri - inizierà il primo tratto non asfaltato, che porta all'interno del paese. La parte più dura saranno però gli ultimi 200 metri, con una salita impegnativa che chiude il giro e che alla lunga si farà sicuramente sentire. Alla fine dell'ultimo giro, infine, gli atleti dovranno fare un ulteriore sforzo: per ritornare al campo sportivo dovranno affrontare un ulteriore strappetto. [LA PIANTINA DEL PERCORSO SUL SITO UFFICIALE] LA STORIA
Nata il 15 aprile 1974 con il nome di Caminàa e un centinaio di partecipanti su una distanza che allora era di 35 km, negli anni successivi è passata a 19, poi a 10, poi a 11, infine alla distanza delle 10 miglia (ovvero 16,09 km), che caratterizza la corsa dal 1988 (con l'eccezione dell'edizione 1995, disputata sulla distanza della mezza maratona). Da allora, prima con i campioni azzurri, poi con le gazzelle keniane, hanno cominciato ad arrivare a Navazzo atleti di altissimo livello. Gli anni '80 sono stati caratterizzati dalle vittorie degli atleti azzurri. Nell'albo d'oro si sono succeduti nomi importanti della corsa su strada di casa nostra, a partire da Gianni Demadonna, fino a Faustini, Gozzano e altri. Memorabile soprattutto l'edizione del 1986, costruita sulla sfida tra i due più forti atleti provinciali, Gianni Poli e Davide Bergamini, due maratoneti di ottimo livello. Una sfida che smosse sia la stampa che il pubblico, che giunse numerosissimo ad assistere alla vittoria di Bergamini, che bruciò Poli nel finale. Tutti stranieri gli anni '90. Dopo che nel 1990 la corsa è stata vinta dal forte maratoneta brasiliano Arthur Castro, nel 1991 è la volta di Andrew Masai davanti a Moses Tanui, atleta che poche settimane dopo sarebbe diventato campione del mondo a Tokyo sui 10.000. Più indietro due grandissimi maratoneti come Ibrahim Hussein e Juma Ikangaa: il primo reduce dal trionfo di Boston, bis della vittoria nel 1988 che sarebbe diventato tris nel 1992 con il grande tempo di 2h08'14" (e nel 1987 aveva vinto a New York); il secondo uno dei grandi protagonisti degli anni '80 con le vittorie a New York, Tokyo (2 volte), Pechino e Fukuoka. Tanui si impone invece l'anno successivo con il record tuttora imbattuto della corsa (46'27"), di fronte ad un giovane 23enne, allora poco conosciuto, scoperto e preso in cura dal professor Gabriele Rosa: un certo Paul Tergat, che si sarebbe aggiudicato l'edizione successiva, oltre che un'infinità di allori in una carriera ultradecennale in pista (4 argenti olimpici e mondiali tra il 1996 e il 2000) e su strada, dove è primatista mondiale della maratona e lo è stato della mezza maratona. Sempre in quel 1992, al 3° posto nella gara femminile arriva un'altra giovane atleta, campana: Maria Guida, oro nel 2002 nella maratona degli Europei di Monaco di Baviera, culmine di una carriera costellata da gravi infortuni ed oggi terminata. Nel 1994 è la volta di un altro grande atleta degli altipiani, Shem Kororia, che batte Masai, mentre in 6° e 9° posizione - sempre a proposito delle promesse lanciate da questa gara - arrivavano un 22enne Danilo Goffi e un 20enne Giovanni Ruggero. Nel 1995 Francesco Ingargiola interrompe il dominio keniano, imitato l'anno successivo da Migidio Bourifa. Nel 1996 in campo femminile la vittoria è di una ancora acerba Bruna Genovese, all'epoca appena 20enne, quando nessuna poteva prevedere i successi futuri sulla maratona. Con l'edizione del 1997 inizia la differenziazione delle gare assolute maschili e femminili. Gli uomini continuano a gareggiare su un percorso di 10 miglia (vittoria di David Kipruto davanti a Simon Bor), mentre le donne passava alla distanza intermedia di 5 miglia: ancora una volta ad imporsi è un'atleta che poi avrebbe fatto un bel po' di strada nel mondo della maratona, Margaret Okayo. Tra le donne spiccano anche negli anni successivi le vittorie di Gloria Marconi (nel 1999) e della slovena campionessa europea 2002 di cross Helena Javornik (nel 2001 con il record di 26'51" al termine di un bel testa a testa con Ines Chenonge) e soprattutto di Tegla Loroupe, grande protagonista nel 2003 con il record della corsa di 26'38". Proprio un "allievo" della Loroupe, Vincent Krop, è stato la sorpresa di quell'anno in campo maschile, con una bella vittoria alla prima gara in Europa. Un paio di anni fa si è invece imposto Gashaw Melese, quest'anno trionfatore alla prestigiosa maratona di Parigi.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|


David Kemboi Kiyeng (vincitore gara maschile):
"Sono contento, è stata una bella gara. Era la prima volta che correvo qui, il percorso è bello e la gente fantastica, mi ha incitato in continuazione. La gara è stata molto competitiva, io
sapevo di essere in ottime condizioni e quindi ho cercato di fare l'andatura in prima persona. Considerato che ho corso da solo per quasi metà gara, anche il tempo è stato buono. Nel corso
dell'ultimo giro
ho capito che il mio rivale si stava avvicinando, ma sapevo di poter controllare la situazione e vincere. Mi piacerebbe ritornare qui l'anno prossimo e puntare al record della gara. Ora invece
penserò alla Maratona di Reims, che sarà il mio grande obiettivo autunnale."
Fabio Mascheroni (7° gara maschile):
"La gara è molto impegnativa, il percorso lo conosco bene. Visto che vengo da un periodo di carico sono andato bene, ovviamente ho un po' faticato alla fine, ma nel corso della gara ho
avuto buone sensazioni. Tra l'altro in questa fase stavo preparando i 10.000 metri, per cui questa distanza è un po' lunga per me. Ora farò un periodo in altura a Sankt Moritz, dopodiché
sarò in ritiro con la nazionale per i Mondiali di Udine: il ct Gigliotti mi ha inserito tra i possibili candidati alla maglia azzurra, cercherò di fare di tutto per meritarmela."
Fatna Maraoui (vincitrice gara femminile):
"Ho vinto ma non sono soddisfattissima. Ho fatto una gara così così, ho sofferto molto il caldo. Sono subito partita forte per dare un distacco alle mie avversarie, ma a metà gara ho avuto
un momento di difficoltà, anche se sapevo di essere in grado di tenere la prima posizione e non ho mai temuto di poter essere ripresa. Il mio prossimo obiettivo saranno i Mondiali di mezza
maratona a Udine, poi farò il mio esordio sulla maratona, probabilmente a Venezia."
Ivana Iozzia (2° gara femminile):
"Sono molto contenta, è stata una bella gara e come al solito con il caldo io mi esprimo bene. Nel corso del 3° giro, quando ho visto che la Maraoui non guadagnava più, ho sperato di poter
riuscire a riportarmi sotto, ma nel giro finale lei ha accelerato ancora. Io guadagnavo in salita, ma poi lei riallungava in discesa. Ho forse un po' di rammarico per non averci creduto fin
dall'inizio, forse sarebbe stato meglio seguirla subito, visto che la decina di secondi accumulati nel primo giro sono rimasti tali quasi fino alla fine. La scorsa settimana avevo corso la
Stralivigno e temevo di pagare un po', ma invece le gambe giravano bene. Ora andrò a Sankt Moritz per 3 settimane, lì deciderò anche dove gareggiare in maratona in autunno."



28'23" (ARRIVO DONNE - 8,1 KM):
Fatna Maraoui è riuscita a resistere al ritorno di Ivana Iozzia, aggiudicandosi la 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda. Alla fine la maratoneta lombarda ha chiuso a 16". In terza
posizione, staccata di 53", arriva Lucilla Andreucci, seguita da vicino da una bravissima Daniela Paterlini.


