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34^ DIECIMIGLIA DEL GARDA (05/08/2007) PDF Stampa E-mail
Scritto da A. Zorzi e F. Zorzi   
Il keniano David Kemboi Kiyeng e l'italiana Fatna Maraoui hanno vinto la 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda. Kiyeng ha attaccato a quattro giri dalla fine, staccando Kiprono, con cui era andato in fuga. Terzo l'altro keniano Cheboi. Primo italiano Fabio Mascheroni, 7°. La Maraoui ha invece preso il largo subito. Dietro di lei Iozzia e Andreucci.

L'arrivo vittorioso di David Kemboi (Foto Francesco Zorzi)

IL COMMENTO

Kiyeng, 32enne che lo scorso anno vinse un po' a sorpresa la Maratona d'Italia a Carpi in 2h10'08", ma che in carriera vantava anche un 2h10'36" ottenuto nel 1999 trionfando a Palermo, ha fatto la gara fin dall'inizio. Insieme al giovane connazionale Justus Kiprono, 20enne già vicecampione mondiale allievi dei 2000 siepi nel 2003, si è subito piazzato davanti a fare l'andatura e via via i due hanno sfoltito il gruppo giro dopo giro.

Già a metà gara Kiyeng e Kiprono erano in testa da soli, dopo aver staccato gli ultimi due atleti in grado di resistere alla loro andatura, ovvero l'altro forte maratoneta Haron Toroitich e il connazionale Matthew Cheboi. Nel giro successivo anche Kiprono ha dovuto però alzare bandiera bianca e per Kiyeng - che ha corso la seconda metà gara in 24'11", mezzo minuto più veloce della prima - è stata una cavalcata verso la vittoria in 48'51". Il suo inseguitore ha guadagnato qualche metro nell'ultima tornata, chiudendo a 8", ma non ha mai messo in dubbio il successo finale.

In questo modo il Kenya ha messo il sigillo sulla Dieci Miglia per la 14ma volta nelle ultime 17 edizioni. Kiyeng ha mostrato una buona condizione in vista del suo prossimo obiettivo che è la Maratona di Reims in ottobre. Anche il terzo e il quarto gradino del podio sono andati infatti alla nazione africana, con Cheboi e Toroitich. Quinto posto per l'etiope Tulu, mentre per trovare il primo italiano al traguardo bisogna scendere al settimo posto con Fabio Mascheroni: l'azzurro, che anche lo scorso anno era stato il migliore con il suo quarto posto, ha chiuso a 2'25" dal battistrada.

L'arrivo vittorioso di Fatna Maraoui (Foto Francesco Zorzi)

Tutta italiana invece la gara femminile. La Maraoui ha subito fatto capire le sue intenzioni, chiudendo il primo giro con un vantaggio già di una decina di secondi su Ivana Iozzia e Lucilla Andreucci, appena scesa dallo stage della nazionale in altura dove ha preparato la maratona mondiale di Osaka. Verso metà gara l'italo-marocchina ha un po' accusato la fatica, ma la Iozzia non è riuscita a chiudere il buco e si è dovuta accontentare del secondo posto.

La Maraoui ha chiuso in 28'23" sugli impegnativi 8 km del percorso, con un vantaggio di 16" sulla due volte campionessa italiana di maratona. La Andreucci ha invece via via perso secondi su secondi, chiudendo addirittura ad 1'07" dalla vincitrice. La maratoneta azzurra ha comunque sdrammatizzato alla fine, dicendo che gli allenamenti sono andati molto bene e che la sua prestazione è stata condizionata proprio dalla discesa dall'altura.
LE INTERVISTE DI SPORTINCAMPO
David Kemboi, il vincitore della corsa (Foto Francesco Zorzi) David Kemboi Kiyeng (vincitore gara maschile): "Sono contento, è stata una bella gara. Era la prima volta che correvo qui, il percorso è bello e la gente fantastica, mi ha incitato in continuazione. La gara è stata molto competitiva, io sapevo di essere in ottime condizioni e quindi ho cercato di fare l'andatura in prima persona. Considerato che ho corso da solo per quasi metà gara, anche il tempo è stato buono. Nel corso dell'ultimo giro ho capito che il mio rivale si stava avvicinando, ma sapevo di poter controllare la situazione e vincere. Mi piacerebbe ritornare qui l'anno prossimo e puntare al record della gara. Ora invece penserò alla Maratona di Reims, che sarà il mio grande obiettivo autunnale."

Il primo degli azzurri, Fabio Mascheroni (Foto Francesco Zorzi) Fabio Mascheroni (7° gara maschile): "La gara è molto impegnativa, il percorso lo conosco bene. Visto che vengo da un periodo di carico sono andato bene, ovviamente ho un po' faticato alla fine, ma nel corso della gara ho avuto buone sensazioni. Tra l'altro in questa fase stavo preparando i 10.000 metri, per cui questa distanza è un po' lunga per me. Ora farò un periodo in altura a Sankt Moritz, dopodiché sarò in ritiro con la nazionale per i Mondiali di Udine: il ct Gigliotti mi ha inserito tra i possibili candidati alla maglia azzurra, cercherò di fare di tutto per meritarmela."

La vincitrice Fatna Maraoui al termine della gara (Foto Francesco Zorzi) Fatna Maraoui (vincitrice gara femminile): "Ho vinto ma non sono soddisfattissima. Ho fatto una gara così così, ho sofferto molto il caldo. Sono subito partita forte per dare un distacco alle mie avversarie, ma a metà gara ho avuto un momento di difficoltà, anche se sapevo di essere in grado di tenere la prima posizione e non ho mai temuto di poter essere ripresa. Il mio prossimo obiettivo saranno i Mondiali di mezza maratona a Udine, poi farò il mio esordio sulla maratona, probabilmente a Venezia."

Ivana Iozzia con la coppa per il secondo posto (Foto Francesco Zorzi) Ivana Iozzia (2° gara femminile): "Sono molto contenta, è stata una bella gara e come al solito con il caldo io mi esprimo bene. Nel corso del 3° giro, quando ho visto che la Maraoui non guadagnava più, ho sperato di poter riuscire a riportarmi sotto, ma nel giro finale lei ha accelerato ancora. Io guadagnavo in salita, ma poi lei riallungava in discesa. Ho forse un po' di rammarico per non averci creduto fin dall'inizio, forse sarebbe stato meglio seguirla subito, visto che la decina di secondi accumulati nel primo giro sono rimasti tali quasi fino alla fine. La scorsa settimana avevo corso la Stralivigno e temevo di pagare un po', ma invece le gambe giravano bene. Ora andrò a Sankt Moritz per 3 settimane, lì deciderò anche dove gareggiare in maratona in autunno."

Lucilla Andreucci (3° gara femminile): "E' stata proprio una giornata no, sono scesa ieri dall'altura e come al solito i risultati sono un rebus: questa volta è andata male, ma bisogna anche essere consapevoli di questo e non mi sarebbe sembrato corretto nei confronti del pubblico e degli organizzatori ritirarmi. Per questo ho deciso di terminare la mia corsa. Non sono comunque assolutamente preoccupata per i Mondiali, gli allenamenti sono andati bene e tra noi componenti della squadra azzurra di maratona abbiamo creato un bellissimo clima, sono molto ottimista. Prima di Osaka mi aspetta un ultimo test tra due settimane alla Amatrice-Configno."

LE CLASSIFICHE

Il podio della gara maschile (Foto Francesco Zorzi)

CLASSIFICA MASCHILE - 16,1 KM
Pos. Atleta Naz. Tempo
 David Kemboi Kiyeng KEN 48'51"
 Justus Kiprono Kipchirchir KEN 48'59"
 Mathew Cheboi Kiptoo KEN 49'09"
 Haron Toroitich Kiplimo KEN 49'21"
 Dereje Debele Tulu ETH 50'38"
 Martin Chalicha Naibei KEN 51'06"
 Fabio Mascheroni ITA 51'16"
 Slimani Benazzouz MAR 51'28"
 Rached Amor MAR 52'28"
10°  Patrick Ndaysenga BUR 52'47"

Il podio della gara femminile (Foto Francesco Zorzi)

CLASSIFICA FEMMINILE - 8,1 KM
Pos. Atleta Naz. Tempo
 Fatna Maraoui ITA 28'23"
 Ivana Iozzia ITA 28'39"
 Lucilla Andreucci ITA 29'30"
 Daniela Paterlini ITA 29'39"
 Sonia Maria Lopes Conceicao POR 30'35"
 Asha Tonolini ITA 31'10"

LA GARA

L'arrivo di Justus Kiprono Kipchirchir, secondo classificato (Foto Francesco Zorzi)

48'51" (ARRIVO - 16,1 KM): David Kemboi Kiyeng è il vincitore della 34ma Dieci Miglia del Garda. E' fallito infatti il tentativo di Justus Kiprono di riportarsi su di lui, anche se il keniano nel corso dell'ultimo giro ha rosicchiato ancora qualcosa, chiudendo a 8". Terza piazza per Cheboi a 18", seguito da Toroitich (a 30"). Dietro di loro, confermando le posizioni che già occupavano da diversi giri, chiudono nell'ordine Tulu, Naibei, Mascheroni e Benazzouz.

43'44" (9° GIRO - 14,5 KM): Gli atleti iniziano l'ultimo giro di gara. Kiyeng sembrava essere in grado di controllare la gara e Kiprono in difficoltà, ma nel corso di questo giro quest'ultimo ha guadagnato qualcosina e sembra voler lanciare un estremo assalto alla leadership: il suo distacco è di 12" e ha ricacciato indietro Cheboi (a 20" da Kiyeng) e Toroitich (a 24"). Mascheroni conserva la settima posizione con un ritardo di 2'11".

38'51" (8° GIRO - 12,9 KM): Mentre Kiyeng continua a volare, è a rischio il secondo posto di Kiprono, che è passato a 16" dal leader, ma seguito a soli 2" da Cheboi, che ha capito le difficoltà del connazionale. Una decina di metri più dietro c'è Toroitich, mentre Tulu è ora a oltre un minuto, Naibei a 1'41" e Mascheroni a quasi 2'.

34'02" (7° GIRO - 11,3 KM): Kiyeng continua ad aumentare il suo vantaggio. Ora Kiprono passa a 13", accusando la fatica di questi primi giri dietro il ritmo del rivale. A lui si sta avvicinando la coppia Cheboi-Toroitich, che è a soli 5". Dietro invece c'è il vuoto: Tulu passa a 55", Naibei a 1'20", Mascheroni a 1'30".

(6° GIRO - 9,7 KM): Kiyeng resta da solo. Il forcing del keniano ha avuto successo e anche Kiprono ha dovuto cedere. Alle loro spalle restano Cheboi e Toroitich. Ormai a quasi un minuto passa Mascheroni, il primo degli italiani.

L'arrivo di Ivana Iozzia (Foto Francesco Zorzi) 28'23" (ARRIVO DONNE - 8,1 KM): Fatna Maraoui è riuscita a resistere al ritorno di Ivana Iozzia, aggiudicandosi la 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda. Alla fine la maratoneta lombarda ha chiuso a 16". In terza posizione, staccata di 53", arriva Lucilla Andreucci, seguita da vicino da una bravissima Daniela Paterlini.

24'40" (5° GIRO - 8,1 KM): Kiyeng e Kiprono a metà gara restano da soli. I due keniani hanno infatti messo in difficoltà anche Cheboi e Toroitich, che sono staccati di una decina di metri. In quinta posizione a 9" passa Tulu, che ha scavalcato un Naibei entrato in crisi e ora a 22". Benazzouz e Mascheroni ormai formano un tandem e sono staccati di 42".

22'28" (4° GIRO DONNE - 6,4 KM): Per le donne inizia l'ultimo giro di gara e la Maraoui sta accusando forse un avvio un po' troppo sostenuto. La Iozzia ha infatti recuperato qualcosa ed è transitata con 12" di svantaggio rispetto all'italo-marocchina.

19'57" (4° GIRO - 6,4 KM): Il gruppo di testa perde altri pezzi. Con Kiyeng e Kiprono sono rimasti solo Cheboi e Toroitich, mentre ha perso qualche metro Tulu. Più staccati Naibei (a 6"), Benazzouz (a 17") e l'azzurro Mascheroni, che ha accusato una ventina di secondi in un giro.

16'35" (3° GIRO DONNE - 4,8 KM): La Maraoui continua ad aumentare il suo vantaggio sulla Iozzia, che ora è a 17", mentre in terza posizione resta la Andreucci.

15'15" (3° GIRO - 4,8 KM): Sono rimasti in 7 nel primo gruppo. Il ritmo di Kiyeng e Kiprono ha infatti sgranato il gruppo fin dalla lunga discesa e con loro sono rimasti Naibei, Haron Toroitich, Dereje Tulu, Slimani Benazzouz e Mathew Cheboi. Sta invece perdendo qualche metro Mascheroni, seguito a 12" da Amor e a 15" da Ndaysenga.

10'58" (2° GIRO DONNE - 3,2 KM): La Maraoui continua a correre forte, a pochi secondi addirittura dal gruppo dei primi uomini. In seconda posizione si è portata la Iozzia con un distacco di 13", mentre la Andreucci è terza a 22".

10'30" (2° GIRO - 3,2 KM): Davanti ci sono ancora una dozzina di atleti. Kiyeng e Kiprono sempre a fare il ritmo, ma nel gruppo di testa ci sono tutti i principali protagonisti attesi della gara, compreso l'azzurro Mascheroni.

5'37" (1° GIRO DONNE - 1,6 KM): E' subito Fatna Maraoui a fare il ritmo, lanciando una gara solitaria. La italo-marocchina ha infatti subito staccato Iozzia e Andreucci di circa una decina di secondi. Alle loro spalle c'è già il vuoto, con la Tonolini a mezzo minuto.

5'20" (1° GIRO - 1,6 KM): Gruppo di testa ancora compatto, la gara è a partita ad un ritmo tranquillo e davanti sono ancora in molti. A fare l'andatura David Kemboi Kiyeng e Rodrigues Gilfran Dos Chagas, seguiti subito dietro da Fabio Mascheroni, Justus Kiprono Kipchirchir e Martin Chalicha Naibei.

IL PRE-GARA
Ore 11.25: Giornata soleggiata e calda a Navazzo di Gargnano. Dopo le gare per gli atleti amatori tutto è pronto per la partenza della prova dedicata ai top runners. Il pubblico è ormai numeroso lungo tutto il tracciato e soprattutto nella zona vicina alla chiesetta antica. Gli atleti stanno terminando il riscaldamento, tra gli uomini dovrebbe essere una sfida tutta keniana con il possibile inserimento di Mascheroni. Tra le donne le favorite sono Maraoui e Andreucci, con un inserimento all'ultimo minuto della Iozzia, mentre ha dato forfait Renate Rungger.

LA PRESENTAZIONE

Il sito ufficiale della manifestazione

I soliti fuoriclasse del Kenya e una pattuglia di donne azzurre di qualità. La 34ma edizione della Dieci Miglia del Garda si preannuncia ancora una volta di buona qualità. Sulle strade di Navazzo, Lucilla Andreucci farà l'ultimo test prima della maratona mondiale di Osaka, insidiata per la vittoria finale da Maraoui e Rungger. Tra gli uomini ci saranno Kiyeng e Toroitich (vincitori in passato della Maratona d'Italia), Cheboi, Tulu e l'azzurro Mascheroni, quarto lo scorso anno.
LE GARE

L'emozionante volata tra Kipchumba e Kimutai Sanga (Foto A.Zorzi)

Trentaquattro anni e non sentirli. Ormai la Diecimiglia del Garda, organizzata dal Gruppo Sportivo Montegargnano, è una classica del calendario italiano, una delle poche gare che possano vantare oltre trent'anni di vita alle spalle. L'appuntamento centrale, come al solito, saranno le gare dei campioni, che partiranno alle 11,30. Le donne percorreranno 5 giri del percorso, che misura esattamente 1 miglio, per una distanza complessiva di 5 miglia. La distanza raddoppierà invece per gli uomini, che dovranno correre 10 miglia, ovvero 10 giri. Le gare internazionali saranno la ciliegina sulla torta di una giornata che inizierà però alcune ore prima, con le gare riservate a tutti gli appassionati della corsa.

Il ritrovo presso il campo sportivo di Navazzo (Brescia) sarà alle ore 8; un'ora dopo scatterà la prima prova, ovvero la non competitiva per adulti (7 km) e bambini (3,5 km). Poi sarà la volta degli amatori e dei master: alle 9,45 partiranno le categorie più anziane tra gli uomini (dagli M50 compresi in su) e tutte le categorie femminili, che percorreranno tre giri dell'anello navazzese (4,8 km); alle 10,35 sarà invece la volta degli atleti più giovani, dagli M45 compresi in giù, per i quali la distanza di gara sarà di 5 miglia (5 giri).

IL PERCORSO
Il tracciato della gara si snoda su un anello stradale che passa attraverso e all'interno dell'abitato di Navazzo. Il fondo è quasi interamente su asfalto con alcuni tratti di sterrato e prato, che lo rendono anche tecnicamente non facile da interpretare. La lunghezza di ciascun giro è di 1.609 metri (1 miglio).

Si tratta di un percorso piuttosto impegnativo. La partenza è dal campo sportivo di Navazzo; gli atleti affrontano subito una discesa fino a portarsi sulla strada provinciale, da dove - dopo un centinaio di metri - inizierà il primo tratto non asfaltato, che porta all'interno del paese. La parte più dura saranno però gli ultimi 200 metri, con una salita impegnativa che chiude il giro e che alla lunga si farà sicuramente sentire. Alla fine dell'ultimo giro, infine, gli atleti dovranno fare un ulteriore sforzo: per ritornare al campo sportivo dovranno affrontare un ulteriore strappetto.

[LA PIANTINA DEL PERCORSO SUL SITO UFFICIALE]
LA STORIA

Tegla Loroupe trionfa nel 2003 (Foto Laura Ceolin)

La Dieci Miglia del Garda ha una storia lunghissima, costellata, come sempre capita in queste cose, di successi e di momenti difficili. Oltre trent'anni che però hanno fatto sì che una "scampagnata" tra amici di 35 km diventasse un appuntamento fisso ed importante nel calendario nazionale e internazionale. I primi 30 anni sono stati magistralmente raccontati in un libro, firmato da Ottavio Castellini (responsabile del settore statistico della IAAF), uscito in occasione del trentennale.

Nata il 15 aprile 1974 con il nome di Caminàa e un centinaio di partecipanti su una distanza che allora era di 35 km, negli anni successivi è passata a 19, poi a 10, poi a 11, infine alla distanza delle 10 miglia (ovvero 16,09 km), che caratterizza la corsa dal 1988 (con l'eccezione dell'edizione 1995, disputata sulla distanza della mezza maratona). Da allora, prima con i campioni azzurri, poi con le gazzelle keniane, hanno cominciato ad arrivare a Navazzo atleti di altissimo livello.

Gli anni '80 sono stati caratterizzati dalle vittorie degli atleti azzurri. Nell'albo d'oro si sono succeduti nomi importanti della corsa su strada di casa nostra, a partire da Gianni Demadonna, fino a Faustini, Gozzano e altri. Memorabile soprattutto l'edizione del 1986, costruita sulla sfida tra i due più forti atleti provinciali, Gianni Poli e Davide Bergamini, due maratoneti di ottimo livello. Una sfida che smosse sia la stampa che il pubblico, che giunse numerosissimo ad assistere alla vittoria di Bergamini, che bruciò Poli nel finale.

Tutti stranieri gli anni '90. Dopo che nel 1990 la corsa è stata vinta dal forte maratoneta brasiliano Arthur Castro, nel 1991 è la volta di Andrew Masai davanti a Moses Tanui, atleta che poche settimane dopo sarebbe diventato campione del mondo a Tokyo sui 10.000. Più indietro due grandissimi maratoneti come Ibrahim Hussein e Juma Ikangaa: il primo reduce dal trionfo di Boston, bis della vittoria nel 1988 che sarebbe diventato tris nel 1992 con il grande tempo di 2h08'14" (e nel 1987 aveva vinto a New York); il secondo uno dei grandi protagonisti degli anni '80 con le vittorie a New York, Tokyo (2 volte), Pechino e Fukuoka.

Tanui si impone invece l'anno successivo con il record tuttora imbattuto della corsa (46'27"), di fronte ad un giovane 23enne, allora poco conosciuto, scoperto e preso in cura dal professor Gabriele Rosa: un certo Paul Tergat, che si sarebbe aggiudicato l'edizione successiva, oltre che un'infinità di allori in una carriera ultradecennale in pista (4 argenti olimpici e mondiali tra il 1996 e il 2000) e su strada, dove è primatista mondiale della maratona e lo è stato della mezza maratona.

Sempre in quel 1992, al 3° posto nella gara femminile arriva un'altra giovane atleta, campana: Maria Guida, oro nel 2002 nella maratona degli Europei di Monaco di Baviera, culmine di una carriera costellata da gravi infortuni ed oggi terminata. Nel 1994 è la volta di un altro grande atleta degli altipiani, Shem Kororia, che batte Masai, mentre in 6° e 9° posizione - sempre a proposito delle promesse lanciate da questa gara - arrivavano un 22enne Danilo Goffi e un 20enne Giovanni Ruggero.

Nel 1995 Francesco Ingargiola interrompe il dominio keniano, imitato l'anno successivo da Migidio Bourifa. Nel 1996 in campo femminile la vittoria è di una ancora acerba Bruna Genovese, all'epoca appena 20enne, quando nessuna poteva prevedere i successi futuri sulla maratona.

Con l'edizione del 1997 inizia la differenziazione delle gare assolute maschili e femminili. Gli uomini continuano a gareggiare su un percorso di 10 miglia (vittoria di David Kipruto davanti a Simon Bor), mentre le donne passava alla distanza intermedia di 5 miglia: ancora una volta ad imporsi è un'atleta che poi avrebbe fatto un bel po' di strada nel mondo della maratona, Margaret Okayo.

Tra le donne spiccano anche negli anni successivi le vittorie di Gloria Marconi (nel 1999) e della slovena campionessa europea 2002 di cross Helena Javornik (nel 2001 con il record di 26'51" al termine di un bel testa a testa con Ines Chenonge) e soprattutto di Tegla Loroupe, grande protagonista nel 2003 con il record della corsa di 26'38". Proprio un "allievo" della Loroupe, Vincent Krop, è stato la sorpresa di quell'anno in campo maschile, con una bella vittoria alla prima gara in Europa. Un paio di anni fa si è invece imposto Gashaw Melese, quest'anno trionfatore alla prestigiosa maratona di Parigi.

L'ALBO D'ORO MASCHILE
Anno Vincitore Tempo Km
1974 V. Cocca (ITA) 2h35' 35
1975 L. Gelmini (ITA) 2h43' 37
1976 F. Comai (ITA) 2h17' 30
1977 O. Capuccini (ITA) 2h23' 30
1978 O. Faustini (ITA) 2h08' 30
1979 G. Angelini (ITA) 1h23' 19
1980 O. Faustini (ITA) 1h18'53" 19
1981 O. Faustini (ITA) 33'01" 10
1982 S. Pesavento (ITA) 31'55" 9,8
1983 S. Pesavento (ITA) 26'45" 9,8
1984 S. Pesavento (ITA) 33'39" 11,5
1985 G. Demadonna (ITA) 34'03" 11,3
1986 D. Bergamini (ITA) 34'18" 11,3
1987 M. Gozzano (ITA) 33'33" 11,3
1988 E. M. Nechchadi (MAR) 48'44" 16,1
1989 E. M. Nechchadi (MAR) 48'20" 16,1
1990 A. Castro (BRA) 48'05" 16,1
1991 A. Masai (KEN) 48'10" 16,1
1992 M. Tanui (KEN) 46'27" 16,1
1993 P. Tergat (KEN) 47'31" 16,1
1994 S. Kororia (KEN) 48'04" 16,1
1995 F. Ingargiola (ITA) 1h05'27" 21,1
1996 M. Bourifa (ITA) 48'47" 16,1
1997 D. Kipruto (KEN) 48'38" 16,1
1998 D. Negetich (KEN) 47'53" 16,1
1999 J. Moiben (KEN) 47'42" 16,1
2000 E. Rotich (KEN) 47'40" 16,1
2001 P. Chebet (KEN) 48'28" 16,1
2002 D. Kosgei (KEN) 47'46" 16,1
2003 V. Krop (KEN) 47'42" 16,1
2004 G. Melese (ETH) 47'56" 16,1
2005 P. Chebet (KEN) 48'20" 16,1
2006 H. Kipchumba (KEN) 49'43" 16,1

 

L'ALBO D'ORO FEMMINILE
Anno Vincitore Tempo Km
1984 B. Molteni (ITA) 15'59" 4,6
1985 B. Molteni (ITA) 15'42" 4,5
1986 F. Furlan (ITA) 15'23" 4,5
1987 S. Colombo (ITA) 15'06" -
1988 R. Rovetta (ITA) 23'27" 6,9
1989 E. Scaunich (ITA) 23'13" 6,9
1990 R. Maraoui (MAR) 23'04" 6,9
1991 E. Sobaska (POL) 57'02" 16,1
1992 M. P. Gonzales (POL) 54'32" 16,1
1993 E. Scaunich (ITA) 57'04" 16,1
1994 S. Viola (ITA) 55'46" 16,1
1995 S. Chemeeva (RUS) 1h15'53" 21,1
1996 B. Genovese (ITA) 55'59" 16,1
1997 M. Okayo (KEN) 27'44" 8
1998 S. Kavina 28'21" 8
1999 G. Marconi (ITA) 27'25" 8
2000 L. Jeritih (KEN) 28'07" 8
2001 H. Javornik (SLO) 26'51" 8
2002 D. C. Mengich (KEN) 27'31" 8
2003 T. Loroupe (KEN) 26'38" 8
2004 C. Cheptanui (KEN) 26'54" 8
2005 R. Jepchumba (KEN) 27'22" 8
2006 N. Ejjafini (BRN) 27'13" 8
 
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